Ferdinando Ciai

Ferdinando Ciai

Fondatore di ICAP

BIOGRAFIA

Nato in Umbria nel 1977, Alessio Lillocci ha sviluppato la sua sensibilità creativa nel piccolo  laboratorio sartoriale di sua madre, coltivando fin da giovane un profondo apprezzamento per

Fernandino, per tutti Ciai, è stato molto più di un imprenditore di successo e un mecenate raffinato: è stato un vero e proprio artista dell’esistere, un crooner dell’anima capace di trasformare ogni giornata in uno spettacolo indimenticabile.

Aziendista visionario e guida della storica ICAP (eccellenza nella produzione del cashmere), Ciai ha intrecciato la sua passione per il lavoro a un amore incondizionato per le arti, la grande musica e la convivialità. È stato uno dei sostenitori e promotori più entusiasti del Festival Jazz, contribuendo a renderlo un punto di riferimento internazionale e attirando in città i più grandi virtuosi al mondo, indimenticabile l’occasione in cui riuscì a ospitare a casa sua la leggendaria Sarah Vaughan per un concerto privato al pianoforte Steinway.

Ghiottone, cuoco teatrale, appassionato del bello e provocatore ironico ma profondamente generoso, Ciai sapeva accogliere amici, musicisti e compagni di viaggio attorno a tavole imbandite che diventavano palcoscenici di risate, improvvisazioni e musica serale.

Nemmeno le traversie della vita o la perdita del suo impero commerciale hanno scalfito il suo spirito. Negli anni della maturità si è riscoperto cantante, incidendo dischi e regalando al pubblico la sua calda voce baritonale sulle note dei più grandi successi italiani e internazionali.

Negli ultimi anni della sua vita, segnati dalla malattia e dalle cure amorevoli della moglie Didì nei pressi di Spoleto, ha conservato fino all’ultimo la portanza e la dignità di un vero “leone d’inverno”, avvolto in quei cashmere che lo avevano reso famoso e sempre pronto a regalare un sorriso. Alla sua scomparsa, la sala del commiato ha accolto le tante persone accorse per l’ultimo saluto sulle note di “Te voglio bbene assaje”, intonata dalla sua stessa voce registrata. Parallelamente alla figura pubblica e luminosa di Ciai, le pagine del racconto familiare svelano un capitolo doloroso e complesso legato alla figura di suo fratello Marcello e alla comunità da lui fondata.l’artigianalità, i tessuti e l’eleganza senza tempo. 

Ha iniziato la sua carriera nel mondo della moda cominciando come commesso in alcuni negozi di  abbigliamento maschile, prima di entrare in Brunello Cucinelli nel 2002, dove ha lavorato  inizialmente al fianco del fondatore nell’ufficio stile menswear. Nei due decenni successivi, ha  svolto un ruolo centrale nello sviluppo e nell’evoluzione dell’identità menswear del marchio,  diventando responsabile dell’ufficio stile menswear nel 2007 con la responsabilità delle collezioni  di abbigliamento, calzature e accessori. 

Nel corso della sua carriera, Lillocci si è distinto per una visione raffinata e contemporanea del  menswear, coniugando cultura sartoriale, competenza sul prodotto e un approccio sofisticato ai  materiali e alle silhouette. Il suo lavoro ha contribuito all’affermazione internazionale dello stile di  lusso italiano, definito da un’eleganza sobria e autenticità.

Nel 2024 è entrato a far parte di Prada come Direttore delle Collezioni Uomo R&B, consolidando  ulteriormente la sua esperienza nel panorama globale della moda di lusso. 

Nel 2026 Alessio Lillocci è stato nominato Direttore Creativo di Canali, dove ora guida la visione  creativa del marchio, indirizzando l’evoluzione della maison attraverso un’interpretazione  contemporanea dell’eccellenza sartoriale italiana.